L’Iperammortamento 2026 (nell’ambito delle politiche di Transizione 4.0) rappresenta una delle principali agevolazioni fiscali per le imprese che investono in beni strumentali tecnologicamente avanzati, interconnessi e funzionali alla trasformazione digitale.
Per molte aziende – manifatturiere, enti con reparti produttivi, laboratori, imprese che gestiscono impianti o macchinari – questa misura può tradursi in un vantaggio fiscale reale anche nel momento in cui si investe in software gestionali, piattaforme di monitoraggio e soluzioni per l’interconnessione dei macchinari.
In questo articolo analizziamo:
Cos’è l’Iperammortamento 2026
Dal 1° gennaio 2026, con Iperammortamento, ci si riferisce al ritorno della maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali 4.0 introdotto dalla nuova Legge di Bilancio. Si tratta di un meccanismo fiscale che consente di maggiorare il costo di acquisizione dei beni strumentali ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili. In pratica, l’impresa può dedurre dal reddito imponibile un importo superiore al costo effettivamente sostenuto, grazie alla maggiorazione fiscale del bene, con conseguente riduzione della base imponibile IRES attraverso maggiori quote di ammortamento deducibili ripartite lungo la vita utile del bene.
La disciplina 2026 riprende quindi la logica dell’originario Iperammortamento: premiare chi investe in innovazione digitale strutturale.

Il vantaggio fiscale reale
La maggiorazione del costo varia a scaglioni: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la quota da 2,5 a 10 milioni, e 50% per la quota da 10 a 20 milioni.
Esempio pratico: per un investimento di €50.000 in un sistema MES, con maggiorazione al 180% il valore fiscalmente riconosciuto diventa €140.000 (50.000 + 90.000). Nel corso degli anni di ammortamento, questa maggiore deduzione può tradursi in un risparmio fiscale cumulato indicativamente pari a €21.600 a fronte di una IRES del 24%, pari al 43,2% del costo effettivo.
Per un investimento di €5 milioni in macchinari e software, invece, il risparmio fiscale teorico complessivo può raggiungere €1.680.000. Il beneficio si realizza progressivamente negli anni attraverso le maggiori quote di ammortamento deducibili.
Gli obiettivi della nuova misura
L’Iperammortamento nasce con il Piano Nazionale Industria 4.0 (poi evoluto in Piano Transizione 4.0), con il proposito di:
- favorire la digitalizzazione dei processi produttivi
- incentivare l’interconnessione tra macchine e sistemi informativi
- aumentare la competitività del sistema industriale italiano
- promuovere investimenti in beni ad alto contenuto tecnologico
La nuova disciplina 2026 si inserisce in questo quadro strategico, rafforzando l’obiettivo di:
- Rendere le imprese più resilienti e competitive
- Favorire la raccolta e l’analisi dei dati di produzione
- Promuovere l’integrazione tra IT e OT (Information Technology e Operational Technology)
- Incentivare l’automazione intelligente e l’uso di tecnologie IoT (Internet of Things)
- Sostenere la tracciabilità e l’ottimizzazione dei processi
In questo contesto, i software non sono un accessorio, ma un elemento abilitante della trasformazione digitale.
Ambito di applicazione: quali beni rientrano nell’agevolazione
Beni materiali 4.0
Macchinari e impianti nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale, che rispettano requisiti specifici (interconnessione, integrazione automatizzata, controllo per mezzo di CNC/PLC, ecc.).
Beni immateriali 4.0 (software)
Sono agevolabili software funzionali alla trasformazione digitale, interconnessi e collegati ai processi produttivi. Alcuni esempi sono: i sistemi MES (Manufacturing Execution System) per la gestione della produzione in tempo reale, le piattaforme per l’interconnessione dei macchinari che consentono raccolta dati automatizzata, monitoraggio performance e tracciabilità, e i software per la progettazione avanzata e manutenzione predittiva.
Inoltre, sono incluse anche soluzioni di intelligenza artificiale, machine learning, Industrial IoT, e cloud industriale se conformi ai requisiti previsti dagli allegati normativi. Non sono inclusi però i classici software di gestione amministrativa, contabilità o CRM generici.
Sostanzialmente, un software può rientrare nell’agevolazione se:
- è funzionale a un investimento 4.0
- è interconnesso ai sistemi aziendali
- consente scambio bidirezionale di dati con macchine o sistemi produttivi

Chi sono i destinatari dell’Iperammortamento 2026
Possono accedere all’agevolazione le imprese di ogni dimensione e settore che producono reddito d’impresa, purché l’investimento riguardi strutture produttive in Italia.
Per poter beneficiare dell’agevolazione, però, è necessario:
- che il bene sia nuovo
- che sia interconnesso al sistema aziendale
- che rispetti le caratteristiche tecniche previste dagli allegati normativi
- che venga redatta perizia tecnica asseverata (per investimenti sopra le soglie previste)
E nel caso dei software, è essenziale dimostrare la reale integrazione con:
- macchinari
- database aziendali
- ERP
- sistemi di produzione
Scadenze dell’Iperammortamento 2026
Le agevolazioni attualmente previste sono legate alle finestre temporali stabilite dalle Leggi di Bilancio. In linea generale, gli investimenti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2026. Tuttavia, è prevista la possibilità di usufruire di una cosiddetta “coda lunga”, a condizione che entro la fine dell’anno l’ordine sia stato accettato dal fornitore e sia stato versato un acconto minimo, con completamento dell’investimento nei mesi successivi secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.
È importante considerare che le misure percentuali dell’agevolazione possono variare nel tempo ed essere rimodulate dalle leggi finanziarie annuali: per questo motivo è fondamentale pianificare gli investimenti con adeguato anticipo, così da non perdere opportunità fiscali rilevanti.
Oltre il macchinario: trasformare l’incentivo in valore
Molte aziende pensano all’incentivo solo in relazione all’acquisto di macchinari.
In realtà, il vero salto qualitativo si compie quando:
- il macchinario è interconnesso
- i dati vengono raccolti in modo strutturato
- la produzione è monitorata in tempo reale
- i processi sono integrati con gestionali e sistemi documentali
Un software ben progettato può trasformare un semplice macchinario in un asset realmente 4.0, rendendo accessibile l’agevolazione fiscale e generando benefici operativi concreti.
Attenzione: il software da solo non basta. Serve un approccio strutturato con analisi dei processi, mappatura flussi dati, verifica infrastruttura IT e integrazione effettiva con i sistemi esistenti. Solo così si massimizza davvero il ritorno dell’investimento.
D’ora in poi, l’accesso alle agevolazioni sarà sempre più legato alla qualità e alla solidità dell’investimento tecnologico realizzato. E l’Iperammortamento rappresenta veramente un’opportunità concreta per rendere economicamente sostenibili i progetti di digitalizzazione. Tuttavia, bisogna sempre ricordare che questa opportunità richiede comunque un approccio strutturato.
In questo modo, le aziende che scelgono di digitalizzare la gestione dei macchinari e adottare piattaforme di monitoraggio e analisi dei dati non ottengono solo un vantaggio fiscale, ma costruiscono un miglioramento tangibile dell’efficienza operativa e della competitività.
L’incentivo è uno strumento. La trasformazione digitale è il vero obiettivo.
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